Samsung ha diffuso la guidance sugli utili del secondo trimestre fiscale, relativo ai mesi di aprile, maggio e giugno, e i numeri anticipati sono di quelli che raccontano molto più di una buona trimestrale. Secondo le stime preliminari, il gruppo coreano avrebbe registrato 89,4 trilioni di won di profitti, pari a circa 58,8 miliardi di dollari, e 171 trilioni di won di ricavi, circa 112,5 miliardi di dollari.
Il dato è impressionante soprattutto se letto in prospettiva. Negli ultimi tre anni, i profitti complessivi di Samsung si erano fermati a 82,87 trilioni di won, circa 54,6 miliardi di dollari. La sola guidance del secondo trimestre 2026 supera quindi di 6,53 trilioni di won, circa 4,2 miliardi di dollari, l’intero risultato cumulato del triennio precedente.
Il salto rispetto al 2025
Il confronto anno su anno è ancora più netto. I profitti stimati per il trimestre segnano un incremento di 19 volte rispetto al secondo trimestre 2025, mentre i ricavi crescono del 129%. Sono percentuali che confermano la rapidità con cui il ciclo dell’intelligenza artificiale sta ridisegnando gli equilibri dell’industria dei semiconduttori.
A trainare la crescita è soprattutto la divisione Device Solutions, il ramo Samsung che produce semiconduttori. È qui che si concentra il grosso del beneficio generato dalla domanda delle aziende AI, sempre più aggressive negli acquisti di DRAM, HBM e NAND.
L’AI spinge memoria e semiconduttori
La spesa delle società impegnate nello sviluppo di infrastrutture per l’intelligenza artificiale continua a sostenere il mercato delle memorie ad alte prestazioni. La domanda di chip HBM, fondamentali per acceleratori AI e data center, resta elevatissima, mentre DRAM e NAND beneficiano a loro volta di un ciclo di investimenti che non sembra destinato a rallentare nel breve periodo.
Per Samsung, che negli ultimi anni aveva attraversato una fase più complessa proprio nel business dei semiconduttori, il secondo trimestre 2026 segna quindi un cambio di passo molto forte. La società torna a beneficiare della propria scala industriale e della centralità delle memorie in una fase in cui l’AI non è più soltanto software, ma soprattutto capacità computazionale, storage e banda.
Un risultato che pesa su tutto il mercato
La guidance Samsung offre anche una lettura più ampia del mercato tech. L’intelligenza artificiale sta creando una nuova gerarchia del valore: non crescono soltanto le aziende che sviluppano modelli o servizi AI, ma anche i grandi fornitori di componenti, infrastrutture e memorie indispensabili per sostenere quella crescita. Il dato Samsung conferma che il vero collo di bottiglia dell’AI resta fisico: chip, wafer, capacità produttiva, supply chain e disponibilità di memoria ad alte prestazioni. In questo scenario, i produttori di semiconduttori tornano a essere tra i principali beneficiari del ciclo tecnologico. Il report completo del secondo trimestre sarà pubblicato il 30 luglio. Solo allora sarà possibile leggere nel dettaglio il contributo delle singole divisioni. Ma la guidance è già sufficiente per indicare la direzione: Samsung sta vivendo uno dei trimestri più forti della sua storia recente, e il motore principale si chiama intelligenza artificiale.