L’Unione Europea pronta a vietare le apparecchiature 5G dei fornitori cinesi

La Commissione Europea starebbe preparando una direttiva per vietare l’uso delle apparecchiature di rete mobile prodotte da Huawei e ZTE in tutti gli Stati membri dell’UE. La misura, secondo un nuovo report apparso su Bloomberg, nasce dopo le recenti dichiarazioni della vicepresidente Henna Virkkunen, che ha invitato i Paesi dell’Unione a rafforzare la sicurezza delle infrastrutture 5G e ad applicare pienamente il “5G Toolbox” approvato nel 2020.

Bruxelles richiama gli Stati membri all’azione

La sicurezza delle nostre reti 5G è fondamentale per l’economia europea. La Commissione invita gli Stati membri che non hanno ancora attuato il 5G Toolbox a farlo quanto prima, per affrontare in modo efficace e rapido i rischi legati ai fornitori ad alto rischio. Una mancanza di azione espone l’intera UE a un pericolo concreto”, ha dichiarato Thomas Regnier, portavoce della Commissione Europea.

Attualmente, ogni Stato membro è libero di decidere autonomamente la politica in materia di infrastrutture di telecomunicazione, ma la nuova direttiva in discussione potrebbe introdurre un divieto a livello comunitario per le apparecchiature 5G fornite da aziende considerate ad alto rischio, come Huawei e ZTE.

Situazione disomogenea in Europa

Alcuni Paesi, tra cui Germania, Finlandia e Svezia, hanno già adottato restrizioni rigorose sull’uso di tecnologia cinese nelle reti mobili, in linea con le raccomandazioni del 5G Toolbox. Altri Stati membri, invece, come Spagna e Grecia, continuano a consentire l’impiego di apparecchiature Huawei e ZTE nelle loro infrastrutture di rete.

La Commissione ritiene che questa disparità di approcci rappresenti un rischio sistemico per la sicurezza del mercato unico europeo, poiché le vulnerabilità presenti in un singolo Paese potrebbero compromettere l’intera rete 5G dell’Unione.

Verso un divieto uniforme in tutta l’UE

Se la proposta dovesse andare avanti, il nuovo provvedimento potrebbe vietare in modo uniforme l’utilizzo di componenti e sistemi 5G di origine cinese in tutto il territorio comunitario. L’obiettivo di Bruxelles è quello di tutelare la sicurezza nazionale e la resilienza digitale del blocco, riducendo al minimo la dipendenza da fornitori considerati potenzialmente vulnerabili o soggetti a ingerenze esterne.

La discussione formale sulla misura dovrebbe entrare nel vivo nelle prossime settimane, con la prospettiva di un divieto effettivo entro il 2026, in linea con la strategia europea per la sicurezza delle reti di nuova generazione.

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