Expert 2025 – Human Connection: il retail cresce con la forza delle relazioni

Ieri sera, sotto le luci della Unipol Arena di Bologna, Expert ha riunito soci, manager delle più importanti aziende tech, collaboratori e partner per la convention Human Connection: oltre 1.150 le persone presenti per parlare di futuro, innovazione e, soprattutto, di connessioni umane.

L’evento si è aperto con una forte dichiarazione di intenti da parte del direttore generale Roberto Omati: in un’epoca dominata dai dati, dagli algoritmi e dall’intelligenza artificiale, ciò che resta centrale e che deve fare la differenza è il rapporto tra persone. Omati ha sottolineato come non basti innovare nei prodotti o nei canali: è essenziale elevare le skill relazionali nei punti vendita, investire nella formazione, creare ambienti in cui il cliente non sia solo un utente che compra, ma una persona che viene ascoltata, capita.

È su questa premessa Expert ha costruito una serata fatta di riflessioni e di storie da raccontare, con alcuni ospiti che non ti aspetti di trovare in una convention di un’insegna tech.

Tre ospiti, tre prospettive che alimentano la Human Connection

La convention ha beneficiato degli interventi di Massimo Folador, Nicola Rizzoli e Fabio Rovazzi, ciascuno dei quali ha offerto una visione che ha approfondito il tema della centralità dell’uomo.

Massimo Folador, già manager di successo in alcune aziende italiane ed esperto della storia e cultura del movimento benedettino, ha ricordato l’antica virtù dell’ascolto, uno degli elementi più radicati nella tradizione monastica, e ha proposto che quell’ascolto diventi anche oggi una competenza professionale: saper percepire i bisogni non espressi ed entrare in empatia con il cliente.

Nicola Rizzoli, ex arbitro internazionale e oggi dirigente arbitrale, ha fatto un parallelo tra campo da calcio e negozio: la squadra, la disciplina, la fiducia reciproca. Ha sottolineato che per ottenere risultati di eccellenza servono ruoli chiari, responsabilità condivise, e il coraggio di prendere decisioni anche difficili, sempre mirando a coerenza e leadership etica.

Fabio Rovazzi ha portato una prospettiva più giovane, più legata alla comunicazione contemporanea: come parlare a mondi diversi (generazioni, culture, stili di vita) rimanendo se stessi; come la passione autentica, la creatività, la capacità di sorprendere siano elementi che conquistano fiducia e attenzione e che non sono sostituibili da automatismi o intelligenza artificiale.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

In tutto questo, però, l’intelligenza artificiale non può certo essere esclusa o lasciata ai margini. Va capita e studiata nelle sue evoluzioni, come ha ribadito Alberto Mattiello, esperto di tecnologie ed innovazione aziendale, che ha condotto la serata. E, come ha ribadito Rovazzi con tono un po’ scanzonato, “l’intelligenza artificiale la utilizzano ormai tutti, anche quelli che pubblicamente dicono di temerla maggiormente”.

Non si deve temere sostituisca l’uomo, soprattutto nelle attività dove la presenza e l’empatia rimangono fondamentali per instaurare un rapporto con chi ci sta davanti.

La formazione

Le giornate di oggi e domani – inoltre –  vedranno l’attuazione concreta di alcune dei concetti espressi dal palco: soprattutto nei corsi di formazione organizzati per gli Expert People nei vari stand allestiti dalle aziende produttrici per l’occasione. E la conferma che l’autorevolezza degli addetti alla vendita e la loro capacità di ascolto e di relazione continueranno ad essere le basi dell’attività di Expert e il fattore differenziante rispetto agli altri brand, viene dalle parole conclusive di Enrico Somma: “Le scelte commerciali e le strategie di marketing possono essere replicate, ma nessuno potrà mai eguagliare l’entusiasmo e la straordinaria energia di questo splendido gruppo”.

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