Il boom dell’intelligenza artificiale continua a trasformare il mercato dei semiconduttori e SK hynix ne è uno dei principali beneficiari. Il produttore sudcoreano ha chiuso il terzo trimestre 2026 con ricavi record per 104.600 miliardi di won, superando per la prima volta nella propria storia la soglia dei 100.000 miliardi in un solo trimestre. Ancora più impressionante la redditività: l’utile operativo ha raggiunto 83.300 miliardi di won, con un margine dell’80%, mentre l’utile netto si è attestato a 39.800 miliardi.
A sostenere questi risultati è soprattutto la domanda di memorie ad alte prestazioni destinate ai data center e ai sistemi di intelligenza artificiale. Ma il dato forse più importante riguarda le prospettive: secondo SK hynix, la carenza di memorie potrebbe protrarsi fino al 2030, con conseguenze potenzialmente rilevanti anche sui prezzi degli smartphone e degli altri dispositivi elettronici.
Ricavi a +328% e utile operativo a +632% in un anno
I risultati comunicati il 28 ottobre evidenziano una crescita eccezionale. Rispetto allo stesso trimestre del 2025, il fatturato è aumentato del 328%, mentre l’utile operativo ha registrato un incremento del 632%. Anche il confronto con il trimestre precedente è positivo: ricavi in crescita del 32% e risultato operativo in aumento del 38%.
Il margine operativo dell’80% rappresenta un livello di redditività particolarmente elevato per un produttore industriale. In sostanza, ogni 100 won di ricavi hanno generato circa 80 won di utile operativo.
L’utile netto, pari a 39.800 miliardi di won, è invece cresciuto del 216% su base annua, pur risultando inferiore rispetto al trimestre precedente.
Migliora anche la posizione finanziaria. A fine settembre SK hynix disponeva di 114.500 miliardi di won tra liquidità e disponibilità equivalenti, con un incremento di 26.500 miliardi rispetto a giugno. L’indebitamento finanziario è sceso a 15.800 miliardi, portando la liquidità netta a 98.700 miliardi.
HBM4, DDR5 e memorie per server spingono i risultati
Il principale motore della crescita è rappresentato dalle HBM4, le memorie ad alta larghezza di banda utilizzate insieme agli acceleratori AI. La loro architettura permette di trasferire enormi quantità di dati ai processori, una caratteristica fondamentale per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale più complessi.
SK hynix prevede che già nel quarto trimestre 2026 le HBM4 supereranno le precedenti HBM3E sia per volumi sia per ricavi, diventando il prodotto di riferimento della propria offerta per l’intelligenza artificiale.
In forte espansione anche le vendite di memorie DDR5 per server e dei moduli LPDDR5 SOCAMM, progettati per applicazioni che richiedono elevata densità di memoria ed efficienza energetica.
Per sostenere la domanda, la società intende portare a pieno regime entro la fine dell’anno il nuovo stabilimento M15X, aumentando la produzione delle memorie più avanzate. Parallelamente sta accelerando il passaggio alla tecnologia DRAM di sesta generazione, identificata come processo 1c, utilizzata anche per lo sviluppo delle future LPDDR6.
NAND a 321 strati e nuovi sistemi di archiviazione per l’AI
La crescita non riguarda soltanto le memorie RAM. SK hynix sta aumentando anche la produzione di NAND flash TLC a 321 strati, destinate soprattutto agli SSD aziendali ad alte prestazioni.
L’obiettivo è portare questa tecnologia a rappresentare oltre la metà della capacità produttiva NAND degli stabilimenti coreani entro la fine del 2026.
L’azienda sta inoltre sviluppando una nuova categoria di memorie denominata High Bandwidth Flash (HBF). Si tratta di una tecnologia pensata per combinare elevate capacità di archiviazione e maggiore velocità di trasferimento dei dati, così da ridurre alcuni dei limiti oggi presenti nelle infrastrutture AI.
Le HBF potrebbero consentire ai sistemi di intelligenza artificiale di accedere rapidamente a grandi quantità di informazioni che non possono essere mantenute interamente nella memoria RAM.
La carenza di memorie potrebbe durare fino al 2030
È probabilmente la previsione più significativa contenuta nelle comunicazioni di SK hynix. Secondo il produttore, l’offerta mondiale di memorie continuerà a essere insufficiente rispetto alla domanda per diversi anni, con uno squilibrio che potrebbe protrarsi fino alla fine del decennio.
Alla base ci sono due fattori. Il primo è l’espansione degli investimenti nelle infrastrutture AI, che assorbono quantità crescenti di memorie avanzate. Il secondo riguarda i tempi necessari per costruire nuovi stabilimenti e avviare processi produttivi sempre più complessi.
Per aumentare la prevedibilità della domanda, SK hynix ha già concluso accordi di fornitura a lungo termine con 14 grandi clienti, tra cui importanti operatori cloud. Questi contratti coprono oltre il 50% della capacità produttiva prevista per il 2027 e il 2028.
Nel breve periodo la domanda sarà trainata soprattutto dall’intelligenza artificiale aziendale e personale. Successivamente, secondo le previsioni della società, contribuiranno alla crescita anche robotica, veicoli autonomi e applicazioni di AI integrate negli oggetti fisici.
Smartphone più costosi: il rischio per il mercato consumer
I risultati di SK hynix aiutano a comprendere perché il mercato degli smartphone stia attraversando una fase particolarmente delicata. Le memorie utilizzate nei server AI assicurano oggi ai produttori margini molto elevati, rendendo economicamente interessante destinare una quota crescente delle risorse industriali a questi prodotti.
Il problema è che la stessa capacità produttiva, gli investimenti e parte delle tecnologie vengono utilizzati anche per realizzare RAM LPDDR e memorie NAND destinate agli smartphone.
La conseguenza è una pressione crescente sui costi dei componenti, soprattutto nei segmenti economici e di fascia media, dove i margini dei produttori sono più limitati. Samsung, per esempio, starebbe già valutando una riduzione della produzione degli smartphone Galaxy A proprio per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi delle memorie.
Questo non significa che tutte le categorie di memoria rimarranno necessariamente in carenza fino al 2030, ma il quadro delineato da SK hynix suggerisce che le tensioni sull’offerta potrebbero rivelarsi più durature del previsto.
Il paradosso è evidente: mentre i produttori di memorie registrano profitti senza precedenti grazie all’intelligenza artificiale, chi produce smartphone, computer e altri dispositivi consumer deve affrontare costi crescenti. Una trasformazione che potrebbe incidere non soltanto sui prezzi finali, ma anche sulle caratteristiche tecniche dei prodotti che arriveranno nei negozi nei prossimi anni.
