Huawei ripercorre la rinascita dei propri processori Kirin 5G e anticipa una nuova generazione di chip per il 2027. Durante la presentazione del Pura 90 Plus, He Gang, CEO di Huawei Consumer Business, ha raccontato il percorso che ha permesso all’azienda di tornare a sviluppare processori competitivi nonostante le restrizioni commerciali imposte dagli Stati Uniti. Un processo iniziato con il ritorno dei Kirin 5G nel 2023 e culminato, secondo Huawei, con l’architettura della serie Kirin 9030 e la successiva introduzione della tecnologia tridimensionale LogicFolding.
L’obiettivo è continuare a migliorare prestazioni ed efficienza energetica, compensando almeno in parte le difficoltà di accesso ai processi produttivi più avanzati.
Dal blocco americano al ritorno del Kirin 9000S
La svolta risale al 2020, quando l’inasprimento delle restrizioni statunitensi impedì a Huawei di accedere a numerose tecnologie e risorse internazionali indispensabili per produrre semiconduttori avanzati. La società si trovò così a dover ripensare profondamente la propria filiera produttiva, perdendo la possibilità di utilizzare alcune delle soluzioni tecnologiche più evolute disponibili sul mercato.
Secondo He Gang, il ritorno dei processori Kirin 5G è stato possibile grazie a uno sforzo congiunto dell’intera catena industriale cinese, sostenuto anche dalla fiducia dei consumatori.
Il primo risultato concreto arrivò nell’agosto 2023, con il lancio della famiglia Huawei Mate 60 e del processore Kirin 9000S, realizzato attraverso il contributo del produttore cinese SMIC. Il chip segnò il ritorno della connettività 5G sugli smartphone di punta Huawei, dopo anni nei quali l’azienda era stata costretta a limitarne la disponibilità.
Da quel momento lo sviluppo è proseguito attraverso diverse generazioni di processori, con miglioramenti progressivi nell’architettura e nelle prestazioni.
Kirin 9030, il massimo sviluppo dell’architettura tradizionale
Nel corso dell’evento, He Gang ha indicato la serie Kirin 9030 come il punto più avanzato raggiunto da Huawei nella progettazione dei circuiti con architettura planare, cioè con i principali elementi logici organizzati sullo stesso livello del semiconduttore.
La famiglia, utilizzata sugli smartphone Mate 80, ha rappresentato un importante progresso rispetto alle generazioni precedenti, consentendo all’azienda di migliorare le capacità di elaborazione pur continuando a operare con limitazioni nell’accesso alle tecnologie produttive più sofisticate.
Il significato di questa evoluzione va oltre il singolo processore. Huawei ha progressivamente sviluppato competenze proprietarie nella progettazione di CPU, GPU e unità dedicate all’intelligenza artificiale, cercando di ridurre la dipendenza dalle tecnologie esterne.
Con la successiva famiglia Kirin 9050, però, il produttore ha iniziato a esplorare una strada differente.
Kirin 9050 Pro introduce LogicFolding: i circuiti si sviluppano in verticale
La novità tecnologica più interessante è rappresentata dal Kirin 9050 Pro, utilizzato sulla serie Mate 90 e basato sulla nuova architettura LogicFolding.
A differenza dei processori tradizionali, nei quali gran parte dei circuiti viene distribuita su una superficie piana, questa soluzione impiega due sezioni di silicio sovrapposte, collegate attraverso interconnessioni ad alta densità.
La struttura permette di avvicinare fisicamente le unità di elaborazione e le memorie cache, riducendo la lunghezza dei collegamenti elettrici e, potenzialmente, i tempi di trasferimento dei dati e i consumi energetici.
L’approccio è particolarmente importante per Huawei perché consente di aumentare la densità funzionale senza dipendere esclusivamente dalla miniaturizzazione dei transistor, un ambito nel quale le restrizioni sull’accesso alle apparecchiature produttive più avanzate continuano a rappresentare un ostacolo.
LogicFolding non elimina queste limitazioni, ma introduce un percorso alternativo per incrementare le prestazioni. Secondo le analisi indipendenti effettuate sul Kirin 9050 Pro, la nuova architettura rappresenta un cambiamento significativo rispetto alle precedenti generazioni.
Kirin 9025 e i nuovi processori previsti per il 2027
L’intervento di He Gang è arrivato in occasione della presentazione del Huawei Pura 90 Plus, smartphone equipaggiato con il nuovo Kirin 9025. Il processore rappresenta un’evoluzione del Kirin 9020, con un incremento delle prestazioni complessive dichiarato nell’ordine del 20%.
Huawei sta però già lavorando ai processori destinati agli smartphone del 2027, che secondo le prime anticipazioni dovrebbero offrire miglioramenti sostanziali rispetto ai modelli attuali.
Non sono ancora state comunicate specifiche definitive, frequenze operative o risultati di benchmark per questa nuova generazione. Resta inoltre da capire quanto la tecnologia LogicFolding verrà estesa ai futuri processori della gamma Kirin.
La strategia di Huawei appare comunque definita: continuare a innovare soprattutto attraverso la progettazione dell’architettura, cercando nuove soluzioni per aumentare prestazioni ed efficienza anche in presenza di vincoli produttivi.
Dal Kirin 9000S del 2023 al Kirin 9050 Pro, il produttore cinese ha dimostrato di poter riprendere lo sviluppo di piattaforme mobili proprietarie. Il prossimo passaggio sarà verificare quanto queste innovazioni riusciranno ad avvicinare Huawei ai principali concorrenti internazionali, non soltanto nei benchmark, ma anche in termini di consumi, costi e capacità produttiva.