PC in Cina, Huawei +38% nel primo trimestre 2026. È l’azienda in maggiore crescita [Omdia]

Huawei si conferma uno dei brand più dinamici nel mercato PC cinese. Secondo l’analisi pubblicata da Omdia sul primo trimestre 2026, l’azienda ha registrato la crescita annua più elevata tra i principali player del settore notebook in Cina, rafforzando il proprio peso in un mercato ancora dominato da Lenovo.

Nei primi tre mesi dell’anno, Huawei ha venduto 1,4 milioni di unità nel mercato PC cinese, raggiungendo una quota del 16%. Nello stesso periodo del 2025, la sua quota era pari all’11%. Il dato più rilevante è però la crescita su base annua, pari al 38%, la più alta tra i brand considerati nel report.

Lenovo resta leader, ma Huawei guadagna terreno

Il primo posto nel mercato PC cinese resta saldamente nelle mani di Lenovo, che nel trimestre ha spedito 2,8 milioni di unità e raggiunto una quota del 31%. La crescita annua del gruppo è stata del 5%, un dato positivo ma molto più contenuto rispetto all’accelerazione registrata da Huawei.

La distanza tra i due brand resta ampia in termini di volumi, ma Huawei mostra una traiettoria di crescita molto veloce. Il rafforzamento del brand nel mercato domestico conferma la capacità dell’azienda di estendere il proprio ecosistema oltre smartphone, tablet e wearable, consolidando la presenza anche nel segmento PC.

Educazione e AI spingono l’ecosistema HarmonyOS

Secondo Omdia, una parte della crescita di Huawei è legata anche alla collaborazione con Xueersi e all’integrazione, nei tablet basati su HarmonyOS, di contenuti educativi e strumenti di apprendimento alimentati dall’intelligenza artificiale.

Questa strategia evidenzia un punto importante: Huawei non sta competendo solo sull’hardware, ma anche sulla costruzione di un ecosistema software e di servizi verticali. Nel mercato cinese, dove l’educazione digitale e i dispositivi per l’apprendimento rappresentano categorie rilevanti, l’integrazione tra contenuti, AI e piattaforma proprietaria può diventare un fattore differenziante.

Per il canale, questo significa che il valore del prodotto non dipende soltanto dalle specifiche tecniche, ma dalla capacità di offrire un’esperienza completa, soprattutto in segmenti sensibili come scuola, famiglia e formazione.

Apple terza, ma in calo del 9%

Al terzo posto si posiziona Apple, con 0,8 milioni di unità vendute e una quota del 9%. Il gruppo ha però registrato una flessione del 9% su base annua, segnale di una maggiore pressione competitiva nel mercato cinese.

Il dato va letto in un contesto in cui i brand locali stanno rafforzando l’offerta e in cui il rapporto tra prezzo, funzioni e servizi integrati pesa sempre di più nelle scelte d’acquisto. Per Apple, la Cina resta un mercato strategico, ma anche sempre più complesso, soprattutto nei segmenti dove l’ecosistema locale e le politiche di prezzo possono influenzare la domanda.

iSoftStone e HP chiudono la top five

Dopo Apple, il report indica iSoftStone al quarto posto, con 0,7 milioni di unità spedite e una quota dell’8%. Il brand registra però una contrazione significativa, con un calo annuo del 21%.

Al quinto posto si trova HP, con 0,6 milioni di unità e una quota del 7%. Anche in questo caso il trend è leggermente negativo, con una flessione dell’1% anno su anno.

La classifica mostra quindi un mercato a più velocità: Lenovo mantiene la leadership, Huawei cresce rapidamente, Apple arretra e alcuni player subiscono la pressione di costi e concorrenza locale.

Il nodo dei costi delle memorie

Il report di Omdia richiama anche l’attenzione sulla pressione esercitata dai costi dei componenti, in particolare nel mercato delle memorie. Secondo Emma Xu, senior analyst di Omdia, gli accordi di fornitura a lungo termine con i produttori di memorie non coprono tutti i vendor allo stesso modo.

“È importante sottolineare che gli accordi di fornitura a lungo termine con i fornitori di memorie non coprono tutti i vendor in modo uniforme. I vendor con priorità più bassa potrebbero affrontare sia carenze di fornitura sia costi dei componenti più elevati, aumentando la pressione sui margini dei dispositivi, in particolare nei segmenti sensibili al prezzo come i tablet per bambini”, ha dichiarato Xu.

Il tema è centrale per l’intero mercato PC e tablet. L’aumento dei costi delle memorie può incidere in modo diverso sui produttori, favorendo i player con maggiore potere contrattuale e penalizzando quelli più esposti a segmenti entry-level o price-sensitive.

Un segnale forte per il mercato cinese

La crescita di Huawei nel primo trimestre 2026 conferma il rafforzamento dei brand nazionali nel mercato tech cinese. Il successo dell’azienda nel segmento notebook e tablet si inserisce in una strategia più ampia, basata su ecosistema proprietario, integrazione software, AI e servizi verticali.

Per il retail e per i canali di distribuzione, il dato indica una trasformazione della domanda: i dispositivi PC non sono più valutati solo in base a prezzo e specifiche, ma anche per l’integrazione con piattaforme, contenuti e scenari d’uso concreti. In Cina, Huawei sembra beneficiare proprio di questa direzione, unendo hardware, HarmonyOS e servizi educativi in una proposta più completa.

Lenovo resta il riferimento del mercato, ma il +38% di Huawei segnala che la competizione domestica si sta facendo più intensa e che l’ecosistema può diventare un fattore decisivo anche nel segmento PC.

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