Samsung evita, almeno temporaneamente, quello che sarebbe potuto diventare il più grande sciopero della sua storia. Il sindacato della divisione Device Solutions ha infatti sospeso la mobilitazione di 18 giorni prevista dopo una nuova tornata di negoziati guidata dal ministro sudcoreano del Lavoro e dell’Occupazione.
I colloqui hanno portato a un’intesa provvisoria, che ora dovrà essere approvata dagli iscritti al sindacato. Il voto si terrà dal 22 al 27 maggio e sarà decisivo per capire se l’accordo potrà chiudere la vertenza o se il rischio di sciopero tornerà sul tavolo.
Il nodo dei bonus nella divisione semiconduttori
La protesta era nata all’interno della divisione Device Solutions, che comprende il business dei semiconduttori. Proprio quest’area ha registrato vendite record, spinte dalla domanda di memorie per data center e intelligenza artificiale, ma i lavoratori contestavano una distribuzione dei profitti giudicata insufficiente.
Secondo i termini dell’intesa provvisoria, Samsung destinerebbe alla divisione chip un bonus speciale equivalente al 10,5% dell’utile operativo. L’azienda accetterebbe inoltre alcune delle richieste più rilevanti del sindacato: collegare i bonus agli utili operativi e abolire il tetto ai premi.
La divisione chip riceverebbe anche il 40% del bonus pool complessivo, oltre al bonus speciale previsto dall’accordo.
Richieste sindacali parzialmente accolte
Il sindacato aveva chiesto bonus pari al 15% degli utili operativi di Samsung, la rimozione dei limiti ai premi e una struttura più formalizzata per il calcolo dei bonus.
L’intesa non sembra quindi accogliere integralmente la richiesta economica principale, ma riconosce alcuni principi centrali della piattaforma sindacale: il legame tra premi e profitti e la fine del tetto massimo ai bonus.
Il peso dello sciopero sull’economia coreana
Il governo sudcoreano ha seguito da vicino la vertenza, considerato il peso sistemico di Samsung nell’economia nazionale. Il primo ministro Kim Min-seok aveva stimato che uno sciopero di 18 giorni avrebbe potuto generare perdite dirette per 1.000 miliardi di won, pari a circa 660 milioni di dollari.
Samsung rappresenta il 22,8% delle esportazioni totali della Corea del Sud e il 26% della capitalizzazione di mercato del Paese. Per questo, una crisi produttiva nel gruppo non avrebbe effetti limitati alla sola azienda, ma potrebbe riflettersi sull’intera economia coreana.
La sospensione dello sciopero riduce quindi il rischio immediato per la produzione di semiconduttori, ma l’esito finale dipenderà dal voto degli iscritti. Solo l’approvazione dell’accordo potrà chiudere una vertenza che ha messo in evidenza le tensioni interne generate dal boom dei chip per l’intelligenza artificiale.
