Un tribunale tedesco ha stabilito che alcune pubblicità dei televisori QLED di TCL sono ingannevoli e ha ordinato alla società di interrompere le promozioni. La decisione arriva dopo una causa presentata da Samsung Electronics contro la filiale tedesca del produttore cinese.
Il Tribunale regionale di Monaco I ha stabilito che TCL ha violato la legge tedesca sulla concorrenza sleale promuovendo alcuni modelli, tra cui la serie QLED870, come televisori QLED. Secondo i giudici, la struttura dei pannelli utilizzata non garantirebbe i miglioramenti nella riproduzione dei colori che i consumatori si aspettano da questa tecnologia.
Samsung aveva avviato l’azione legale nell’aprile dello scorso anno sostenendo che TCL pubblicizzava alcuni prodotti come QLED pur non offrendo reali vantaggi nella resa cromatica.
Il tribunale ha rilevato che i modelli contestati utilizzano una quantità molto limitata di quantum dot, una soluzione che non produce l’effettivo miglioramento dei colori tipico dei veri televisori QLED.
Per questo motivo, la corte ha stabilito che presentare tali prodotti come QLED costituisce una pratica commerciale scorretta che può indurre in errore i consumatori.
In generale, i televisori QLED sono dispositivi che utilizzano quantum dot per migliorare luminosità e fedeltà cromatica rispetto ai tradizionali TV LED. Anche la Commissione Elettrotecnica Internazionale (IEC) definisce QLED i display che utilizzano una pellicola di quantum dot tra la retroilluminazione blu e il pannello.
Dopo la sentenza, la filiale tedesca di TCL non potrà più pubblicizzare o vendere in Germania i modelli coinvolti come QLED, né altri prodotti basati sulla stessa tecnologia.
TCL non ha ancora comunicato se appellerà la sentenza di primo grado.
Non è la prima volta che TCL perde una causa contro Samsung in Germania. L’anno scorso un tribunale aveva già stabilito che il marchio “NXT FRAME” violava il trademark di Samsung “The Frame”, vietandone l’uso in Europa.
Intanto negli Stati Uniti sono in corso class action simili contro TCL per presunta pubblicità ingannevole sui TV QLED. Cause analoghe coinvolgono anche Hisense in alcuni stati americani.
In realtà, il punto di partenza stesso di tali liti è piuttosto ambiguo, proprio perché la sigla Qled, inventata da Samsung, non rappresenta al momento uno standard approvato, ed è per questo oggetto di interpretazioni che spesso risultano “border line”.
Fonte: The Elec