Semaforo verde (finalmente) per il bonus elettrodomestici. L’Italia si prepara a uno sconto diretto per chi acquisterà elettrodomestici di grandi dimensioni ad alta efficienza energetica rottamando un prodotto vecchio.
La misura, che sarà attiva a partire dal 18 novembre, prevede uno sconto pari al 30% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo di 100 euro o fino a 200 euro per i nuclei familiari con ISEE inferiore a 25.000 euro. Il bonus è valido solo per alcune tipologie di elettrodomestici che dovranno essere realizzati in Europa e rispettare determinati requisiti energetici di cui all’art. 3 del decreto interministeriale del 3 settembre 2025 (come ad esempio lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, forni, piani cottura), distinti per categoria di prodotto. Le risorse a disposizione degli utenti finali per il 2025 ammontano a 48,1 milioni di euro.
Nell’intervista che segue, l’avvocato Davide Rossi, direttore generale di Aires, illustra modalità operative, tempistiche, ruoli dei rivenditori e le aspettative sull’impatto della misura.

Avvocato Rossi, la data di avvio del bonus elettrodomestici è stata confermata…
Sì, la partenza è fissata per il 18 novembre.
Può spiegarci, in modo semplice, come funziona concretamente il bonus e cosa deve fare il consumatore per ottenerlo?
Il cittadino deve accedere all’app IO utilizzando la propria identità digitale SPID. Chi ha già l’app, di fatto, ha già anche la SPID. È un passaggio che, come associazione, avevamo inizialmente cercato di evitare, ma sia il Governo sia PagoPA hanno insistito per favorire la diffusione dell’identità digitale. Alla fine abbiamo accettato questa impostazione.
Una volta entrati sull’app IO e registrati, cosa succede?
Il sistema “inquadra” l’utente, cioè verifica la composizione del nucleo familiare, controlla se si è già usufruito del bonus e dovrebbe anche tenere conto anche dell’ISEE, anche se non è ancora chiaro se il dato verrà acquisito automaticamente. In ogni caso, al termine della procedura viene generato il voucher.
Il voucher va utilizzato entro 15 giorni, giusto?
Esatto. In origine si era pensato a 10 giorni, ma abbiamo chiesto un’estensione a 15 per evitare si verificasse un eccesso di richieste inoltrate tutte insieme, che avrebbe potuto rallentare sia le erogazioni sia le installazioni. Non avrebbe senso creare colli di bottiglia o fare attendere troppo il consumatore.
Come si potranno identificare i prodotti che rientrano nel bonus?
Abbiamo lavorato molto su questo punto. C’era il rischio che i sistemi di catalogazione interni delle aziende non combaciassero con quelli utilizzati dal Ministero. In queste ore stiamo proprio verificando i file ufficiali per correggere eventuali discrepanze e garantire che tutti i prodotti siano perfettamente allineati. Inoltre, insieme ad APPLiA, abbiamo realizzato un’etichetta “Bonus elettrodomestico” con un logo unico che sarà ben visibile in negozio, in modo che il cliente riconosca subito i prodotti incentivabili. Potrà essere un adesivo o un cartello, ma sarà sempre chiaramente identificabile.

Come Aires siete soddisfatti del risultato raggiunto?
Direi proprio di sì. Certo, avremmo preferito che il bonus partisse prima ma per come si sono evolute le cose direi che sarebbe stato difficile fare di meglio. Devo riconoscere che sia PagoPA sia il Ministero hanno lavorato con grande serietà e spirito di collaborazione. I nostri tecnici hanno operato fianco a fianco con i loro come veri e propri colleghi con un livello di cooperazione mai visto in passato. La partecipazione è stata ampia e condivisa. Credo che in questo abbia pesato anche il ruolo che Aires si è costruita negli anni a livello istituzionale: oggi siamo un interlocutore ascoltato e rispettato, e questo ha favorito un approccio molto più costruttivo.
Si parla della possibilità che il bonus venga confermato anche nel 2026. È una prospettiva reale o solo un’ipotesi?
Stiamo cercando di fare in modo che questo succeda. Al momento nella bozza della Legge di Bilancio non è stato inserito il rinnovo della misura. Tuttavia, riteniamo che tutto il lavoro fatto, anche a livello informatico, verrebbe in parte vanificato se non fosse valorizzato con una continuità dell’incentivo. Speriamo che si possano trovare le coperture per confermare il bonus anche il prossimo anno. L’auspicio è addirittura di riuscire ad avere una conferma triennale fino al 2028.
Il bonus non è particolarmente consistente e i fondi disponibili non sono elevati. Crede comunque che potrà avere un impatto sul mercato?
Sì, credo proprio di sì. Il mercato negli ultimi mesi è rimasto rallentato proprio perché molti consumatori attendevano l’entrata in vigore del bonus prima di procedere con l’acquisto. Ora ci aspettiamo che questa misura possa dare un forte impulso. Personalmente ritengo che i bonus siano sempre positivi: generano curiosità e attenzione verso un comparto, in questo caso quello degli elettrodomestici.
C’è chi li considera una sorta di “droga” per il mercato, ma io penso che per il cittadino medio rappresentino piuttosto un’occasione per riflettere sull’opportunità di sostituire un vecchio prodotto. Accendono un faro sul settore, sul livello di innovazione raggiunto e sulla capacità delle aziende di adeguarsi alle nuove esigenze di efficienza energetica. Per noi addetti ai lavori può sembrare scontato, ma per il consumatore comune non lo è affatto.
Ha un’idea di quanto potrà durare il bonus?
Se guardiamo all’attenzione che la stampa, un vero e proprio sismografo del livello di interesse del Paese, ha dedicato all’iniziativa non escludo che le risorse possano esaurirsi anche nel corso del primo giorno. L’attesa è alta e penso che gli italiani risponderanno in massa. Inoltre, insieme ad Aires, Ancra e Confindustria, lanceremo una campagna di comunicazione radio per informare e coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini.