Xiaomi sotto pressione in India: la SFIO chiede un’indagine su investimenti e flussi finanziari

Xiaomi potrebbe trovarsi ad affrontare nuove pressioni in India. Secondo quanto riportato da Reuters, il Serious Fraud Investigation Office indiano avrebbe raccomandato alle autorità di avviare un’indagine sul modello di business del produttore cinese e sulla conformità alle norme locali in materia di investimenti.

Il dossier, secondo l’agenzia, riguarderebbe in particolare il movimento dei fondi e la verifica dell’eventuale necessità di autorizzazioni obbligatorie agli investimenti, introdotte o rafforzate dopo l’aumento delle tensioni politiche tra India e Cina nel 2020.

Il nodo della proprietà effettiva

La SFIO avrebbe indicato come punto centrale dell’eventuale indagine l’esame della beneficial ownership, cioè della proprietà effettiva degli investitori esteri e delle società del gruppo.

Secondo il documento citato da Reuters, qualsiasi verifica dovrebbe accertare se eventuali forme dirette o indirette di proprietà effettiva, controllo o cambiamento del controllo siano state comunicate e approvate secondo quanto richiesto dalla normativa indiana.

La SFIO non avrebbe però specificato nel dettaglio quali operazioni o aspetti del business di Xiaomi debbano essere oggetto dell’indagine.

Un contesto già complesso per Xiaomi

La possibile nuova indagine si inserisce in un rapporto già difficile tra Xiaomi e le autorità indiane.

Il gruppo è infatti già coinvolto in una controversia fiscale nel Paese e nel 2022 ha subito il congelamento di alcuni asset bancari legato ad accuse di rimesse illegali. Xiaomi ha sempre negato tali contestazioni.

Secondo Reuters, il governo indiano starebbe ora esaminando le raccomandazioni della SFIO e potrebbe decidere eventuali azioni successive.

Cosa fa la SFIO

Il Serious Fraud Investigation Office è l’agenzia indiana incaricata di indagare sui casi di frode societaria. Ha poteri rilevanti, compresa la possibilità di procedere con arresti e azioni penali nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili.

Proprio per questo, un eventuale coinvolgimento formale della SFIO rappresenterebbe un passaggio delicato per Xiaomi, soprattutto in un mercato strategico come quello indiano.

La quota di mercato si è ridotta

Negli ultimi anni Xiaomi ha visto ridursi in modo significativo la propria posizione nel mercato smartphone indiano.

Secondo i dati Counterpoint Research citati dalla ricostruzione, il brand occupa oggi il quarto posto nel Paese, con una quota del 13%.

È un cambiamento importante per un marchio che per lungo tempo è stato tra i protagonisti assoluti del mercato indiano, grazie a una strategia molto aggressiva su prezzo, distribuzione online e ampiezza della gamma.

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